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FAQ
L’oro bianco 18 carati è una lega composta al 75% da oro puro. Il restante 25% è formato da metalli come rame, argento, zinco e palladio, che ne determinano il colore.
Nel nostro laboratorio utilizziamo oro bianco con il 16% di palladio, un metallo prezioso che conferisce alla lega una naturale tonalità bianco-grigia, raffinata e duratura anche senza rodiatura.
Al contrario, molte leghe di oro bianco in commercio contengono poco o nulla palladio per ridurre i costi: il risultato è un colore giallognolo, detto anche “oro champagne”, che viene poi coperto con una placcatura al rodio (una doratura bianca).
Con il tempo, lo strato di rodio tende a consumarsi, facendo riemergere il colore originale della lega. Questo porta spesso a delusioni:
“Sembrava oro bianco, ma ora ha una sfumatura gialla”
Con l’oro bianco al palladio, anche quando il rodio si consuma, il gioiello mantiene un aspetto elegante e omogeneo.
Un vantaggio in termini di estetica, durata e manutenzione.
Come orafi gioiellieri produciamo quasi tutto lo stock nel nostro laboratorio.
Usiamo “ oro verde ” con il marchio “ecogold” certificato dalla “responsible jewellry council (RJC)” a Londra. L’oro che usiamo é esclusivamente oro riciclato.
Quando realizziamo un gioiello, solo circa un terzo dell’oro utilizzato entra effettivamente nell’oggetto finito. Il resto si disperde in scarti, limature e persino polvere. Ma nulla va perduto: ogni particella viene accuratamente raccolta e riciclata.
L’oro è un materiale davvero speciale. Fin dall’antichità, è stato recuperato, rifuso e trasformato più volte. Si stima che quasi tutto l’oro estratto nella storia sia ancora in circolazione in una forma o nell’altra.
L’anello che hai acquistato ieri, per esempio, potrebbe contenere qualche atomo d’oro proveniente dai galeoni spagnoli saccheggiati da Sir Francis Drake per conto della regina Elisabetta I. ✨
Certo, la maggior parte dell’oro riciclato oggi ha origini meno epiche:
una collana dimenticata in fondo a un cassetto, una fede di un matrimonio finito, o un anello accidentalmente schiacciato sotto le ruote di un’auto.
Ogni gioiello nuovo è anche un pezzo di storia.
E noi ci impegniamo a lavorare questo materiale prezioso con il rispetto che merita.
Unico K in italiano
Il Carato, originariamente, rappresentava una misura di peso.
Oggi invece, ha un doppio significato.
1) Come peso per pietre preziose:
1 carato pesa 0.2 grammi – 5 carati pesano 1 grammo
2) Carato – Come unità per l’indicazione del titolo dei lavori in oro:
– 24 karati o 999
corrispondono all’oro puro. Tutto l'oro utilizzato per i gioielli è composta da una lega.
– 18 karati o 750
75% é oro puro il restante 25% sono altri metalli come per esempio argento e rame nel caso dell’oro giallo
– 14 karati o 585
58.5% é oro puro il restante 41.5% sono altri metalli
– 9 karati o 375
37.5% é oro puro il restante 62.5% sono altri metalli
In italiano non viene fatta distinzione tra oro e pietre preziose, mentre in inglese e in tedesco carato inteso come titolo dell’oro viene scritto con la “K”.
Anche noi usiamo la “K” seppur in italiano la “K” non viene utilizzata. In questo modo facilitiamo la comprensione della differenza tra peso delle pietre preziose e titolazione dell’oro.
Diamanti sono per sempre! Il titolo in inglese del film James Bond 007 é diventato uno slogan per rappresentare l’indistruttibilità del diamante, ma é proprio vero?
Purtroppo no!
Il diamante è la sostanza naturale più dura conosciuta. È proprio questa caratteristica che gli consente di mantenersi splendente nel tempo: anche dopo anni, può apparire perfetto, come il primo giorno.
Ma attenzione: nonostante la sua durezza, il diamante non è indistruttibile.
È infatti sensibile agli urti nei punti sbagliati.
La parte più delicata della pietra è la cosiddetta "cintura": vista dall’alto appare come una linea circolare che delimita il diamante, ma lateralmente forma un angolo sottile e vulnerabile.
Le scheggiature più comuni iniziano proprio da questa zona, con piccole fratture che si aprono verso l’interno.
Un’altra parte critica è la “culet”, ovvero la punta inferiore del brillante: in rari casi, può rompersi se sottoposta a urti.
È molto raro che un diamante si spezzi in due, ma anche un danno minimo può comprometterne in modo significativo la brillantezza e la bellezza.
Purtroppo, i danni non sono facili da riparare:
l’unica soluzione è spesso quella di ricalibrare la pietra, riducendone le dimensioni. Questo comporta una perdita di peso e di valore.
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